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Salva il mio dentino

I senza dimora

I senza dimora

Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: “andate in pace, scaldatevi e saziatevi”, ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve? Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta. (Giacomo 2:15-17).

Team Senzadimora

Il Signore ode il grido degli oppressi e conosce le loro sofferenze . La Chiesa, sua diretta “rappresentante” qui in terra è chiamata ad ascoltare il medesimo grido considerando che essa è formata da uomini e donne che un tempo vivevano lontani da Dio nel peccato. Così Dio ci chiama! Siamo usciti per le strade e siamo stati testimoni della terribile povertà e delle condizioni in cui si trovano le persone che vivono senza acqua, sole, senza un letto; i più fortunati hanno una coperta altrimenti il loro letto è un pezzo di cartone. Sono disperati, sono tanti, tantissimi e ti si strappa il cuore vedere così tante persone che chi per un motivo chi per un altro non hanno più nulla, non vedono futuro e sono senza speranza.

Senza dimora
Non si può combattere la povertà senza prima averla compresa

Non posso dimenticare nonna Valentina, una nonnina di 92 anni, sola, senza nessuno, picchiata in un dormitorio, per rubarle quel poco che aveva e mi diceva: ” tutti hanno il diritto di avere un letto piccolo come un fazzoletto”; un uomo senza nulla e nessuno che mi diceva: “c’è chi sta peggio di me e il mio compagno è un pezzo di cioccolata e io sono felice.”

Parlare ai senza dimora

Si riparano negli interni presso le vetrine prestigiose di via Roma per ripararsi un po’ dal freddo e le telecamere gli danno un pò di sicurezza dal buio della notte crudele. Noi possiamo portare speranza, noi portiamo Cristo Gesù che cambia e trasforma le vite. Ognuno di noi è responsabile dei bisogni delle persone che Dio ci mette davanti. Noi abbiamo la possibilità di agire, di fare tutto ciò che è possibile per provvedere materialmente e soprattutto spiritualmente. Dare una possibilità a chi è convinto di non averne.

Il dormitorio di Corso Tazzoli

Soccorrere gli orfani e le vedove nello loro afflizioni e conservarsi puri dal mondo (Giacomo 1:27).

Cena senza dimora

Prepariamo delle lasagne e quant’altro, lo portiamo al dormitorio di Torino, dove le persone possono dormire per alcuni giorni in un letto abbastanza confortevole ma le loro storie sono molto tristi e disperate. Ce le raccontano e ci spezzano il cuore e noi facciamo il possibile, l’impossibile lo fa il Signore che cambia la storie e trasforma il male in benedizione.

 

I miseri e i poveri cercano acqua e non c’è n’è; la loro lingua è secca dalla sete. Io il Signore li esaudirò. Io il Dio di Israele non li abbandonerò . Io farò scaturire dei fiumi sulle nude alture , delle fonti in mezzo alle valli; farò del deserto uno stagno, della terra arida una terra di sorgenti; pianterò nel deserto il cedro, l’acacia… affinché quelli vedano, sappiano, considerino e capiscano tutti quanti che la mano del Signore ha operato questo e che il Santo di Israele ne è il Creatore. (Isaia 41:17-20)

Le donne e i bambini di Scutari

Le donne e i bambini di Scutari

Quando è la povertà o la bassa istruzione o una mentalità a senso unico a regnare in un contesto sociale, è facile trovare situazioni di disagio e di degrado come quelle viste in certi villaggi e in certe zone della cittadina di Scutari.
È difficile contraddire l’opinione che afferma che le donne ed i bambini sono le vittime di tale scenario, anche perché ci si troverebbe a negare l’evidenza di una realtà che fatica ad assomigliare a quella in cui viviamo noi.
Ed allora ecco, per esempio, che la latitanza di un marito nella storia della sua famiglia diventa purtroppo un fatto ordinario, che segna profonda rassegnazione nel cuore della moglie, la quale si ritrova nella solitudine a crescere i suoi figli in mezzo a difficoltà alle quali la nostra immaginazione nemmeno ci prova ad arrivare.
E cosa dire ancora, ad esempio, di quei bambini privati del diritto di vivere serenamente la loro infanzia e fanciullezza, che si abituano e si adattano per forza maggiore ad assistere scene di tutti i giorni dove il padre ubriaco usa violenza contro la mamma?
Ecco che alla povertà si sommano più fattori negativi che pretendono di emergere nella loro cultura infangandone i valori più nobili e rendendola a volte di difficile comprensione per chi non la vive appieno.
Prendendo coscienza del forte pregiudizio negativo che si è formato verso tale popolo, che non ci aiuta di certo a raccontare con serenità i nostri viaggi “missionari” e che a volte nemmeno ci permette di condividere la visione e i progetti che maturiamo dentro i nostri cuori, ecco che la sfida si fa davvero grande!
Siamo noi in prima persona ed in prima linea che vogliamo ed andiamo “oltre il confine”, con la speranza di stimolare quanti sono vicini e lontani a collaborare in questo arduo e duro lavoro, ma soprattutto di contagiarli con la stessa passione che ci spinge oramai da tempo ad andare ed operare.

Ed infine vorrei tanto trasmetterti il sorriso innocente dei bimbi, lo sguardo delle donne che cerca di incrociare il tuo… il tutto perché esse stesse non si sentano finalmente più sole ma accettate, capite e soprattutto amate… e spero di riuscirci, lo spero davvero, con tutto il cuore…

Gabriella